Si sta come d'autunno sugli alberi le foglie... ce lo facevano leggere a scuola quando tutto era semplice, quando gli errori erano comunque riparabili.. quando la responsabilità non serviva e per i progetti veri c'era tempo. Ora invece è quel periodo della vita in cui ci si sente in bilico "fra santi e falsi Dei sorretti da un'insensata voglia di equilibrio".. ed io pianifico, immagino un futuro ricco, un futuro pieno, un futuro con Lu con lui.. uno di quelli pieni zeppi di rotture di coglioni come accade agli adulti... uno di quelli in cui si va a 2000 perchè non mi aspetto di meno per non annoiarmi.. e barcollo... tra la sensazione di dover aspettare ancora molto e l'esaltazione di vedere la mia vita così vicina da poterla sfiorare.....
Ho letto per curiosità l'intervista di Michele Pacido sul suo ultimo film "Il grande sogno" e sono rimasta seriamente sconcertata a causa di una serie di risposte.
Prima di tutto ci tengo a fare una premessa.
Sono una persona chiaramente di parte (come chiunque abbia un opinione) ma non per questo priva di capacità d'analisi nè tanto meno ottusamente convinta che la verità si unica e univoca.
Ho apprezzato Michele Placido in diversi film quali "Giovanni Falcone", "Caterina va in città", "il Divo" ed altri, ci tengo dunque a precisare che la critica è rivolta alla persona e non all'artista.
Inizierei probabilmente dalla caduta di stile avuta con la giornalista che ha avanzato la legittima domanda oggetto poi di scandalo. Innanzitutto mi domando come non sia stato in grado di gestire una provocazione così evidentemente prevedibile, è stato frose contaggiato dagli eccessi tipici del mondo dello spettacolo?
In secondo luogo mi domando come non si sia preparato ad una domanda su questo tema. Mi spiego meglio, In un frangete politico come questo nel quale ci si appella sempre più al diritto di stampa, alla libertà di pensiero, e a qualunque altro pretesto costituzionale utile a giustificare dichiarazioni comunque ingiustificabili; in un momento in cui fra le varie critiche rivolte al Governo spicca l'accusa di reprimere tutti questi sani diritti purtroppo trasformatisi nel permissivismo rivolto alla diffamazione e all'inconcepibile tentativo di far passare per diritto di informazione ogni immaginabile dichiarazione irrispettosa, continuo a chiedermi: se tali accuse avessero effettivamente un fondamento, la Medusa che vede amministratore delegato Giampaolo Letta, figlio di Gianni Letta (che credo di non dover spiegare chi sia) avrebbe portato a Venezia un film sul 68 frutto di un'artista risaputamente di sinistra?
La domanda è chiaramente retorica, ritengo che la risposta che Michele Placido avrebbe dovuto dare a tale domanda sia in realtà la più semplice: "un buon film prescinde dalla politica." Molto più diplomatica e veritiera secondo la mia opinione del "che cazzo c'entra con il film!" urlato invece durante l'intervista.
Un'altra risposta che mi ha lasciato basita è quella che segue a questa domanda:
D: Quali sono le conclusioni politiche del suo film? Alla fine c'è o no un'allusione alla nascita delle Brigate Rosse? R: No, il film non è sulle BR. Dovete capire che il '68 non ha ucciso nessuno, c'era un'atmosfera gioiosa e pacifica, si ballava e ci si divertiva. C'era un'aria di festa quando si andò a Piazzale Belle Arti con uova e pomodori da tirare ai poliziotti: ma fu la reazione violenta di questi ultimi a innescare un atteggiamento diverso nei ragazzi.
Dunque, considerando che Michele Placido è stato un poliziotto, questa dichiarazione mi ha lasciata forse più perplessa del dovuto. Ad ogni modo, quale reazione si ritiene che le forze di polizia avrebbero dovuto avere quando si sono viste lanciare uova e pomodori?E' inconcepibile attribuire l'atteggiamento della gioventù dell'epoca alla reazione violenta della polizia quando la stessa gioventù in questione ha per prima organizzato un'irrispettosa e infantile forma di protesta. Mi aspetterei da un uomo della sua età un'analisi del periodo storico più lucida, dettata magari dall'esperienza e dalla maturità acquisita nel corso degli anni, attribuendo anche una fortissima rilevanza ad un'epoca che ha segnato fortemente l'assetto politico e sociale del nostro paese senza dimenticare però che si è tratta di una guerra civile come effettivamente è ogni volta che si attua una grande o piccola rivoluzione.
D: Il cinema rivolge spesso il suo sguardo verso quegli anni; il suo è uno sguardo nostalgico o la sua intenzione è quella di fare da filtro per una riflessione sulla nostra contemporaneità? R: Il film sta già funzionando in questo senso. Sto ricevendo innumerevoli richieste di proiezioni da università e associazioni anche di destra. Viste quelle che sono le mie idee, tendo ad andare in un'altra direzione ma dialogherò volentieri anche con la destra, perché indurre a pensare, creare dibattito è per me una cosa fondamentale.
Ancora una volta un attimo di sconcerto, forse io stessa sono troppo critica, forse ho una visione dello spettacolo, del teatro o dell'arte troppo romantica, nella quale pretenderei che il pensiero politico rimanesse estraneo. Eppure mi chiedo ancora come mai un uomo che dichiara pubblicamente che preferirebbe evitare di lavorare con la destra poi faccia effettivamente un film con Medusa e non con Rai. E' bizzarro perchè personalmente lo trovo estremamente irrilevante proprio a causa dell'idea che ho di tutto ciò che è arte o artistico, tuttavia è lo stesso Placido che con le sue dichiarazioni fa in modo che ciò diventi rilevante. Ancora una volta una dichiarazione politica, nel frangente in cui risponde che è ben disposto ad un dialogo con la destra inquanto indurre a pensare è per lui cosa fondamentale. Nuovamente mi domando se io stessa non sia troppo pignola ma il primo commento che mi è balenato nella mente è stato "Evviva Michele Placido che apre le nostre menti!" Mi rendo, tuttavia, conto che non si tratta di nulla di costruttivo, e che in un post come questo dove la lamentela principale è rivolta alla mancanza di analisi è assolutamente fuori luogo. Tuttavia se i bassi commenti sono il pane quotidiano di "grandi uomini" nessuno me ne vorrà se per una volta anche una piccola donna si lascerà andare verso un picco di irrilevanza................
"A che serve tutto ciò che ci piove addosso?
Gocce colorate e inodore che non bagnano, ma ti penetrano dentro come l'acqua.
Tutto si scioglie in nodi insolubili,
in una pace finta che soggiace ad un sentimento di pura rivolta.
Non occorre avere le ali di un uccello,
per fuggire verso un'aria più pura.
Chiudi gli occhi ed elimina il mondo.
Tu che da fuori sembri torbida,
io, che poi non ti capisco,
noi, che eterne amiche ed eterne complici abbiamo dimenticato di essere madre e figlia...
A noi, quelle stesse noi che piangono delle stesse tristezze
e ridono delle stesse fortune..
Dimmi mamma cosa ci rimane se non l'amore dell'una per l'altra?
Fa un respiro profondo, senti il profumo di questa vita che forse ti ha tolto molto, ma che può darti sicuramente ancora tanto, aggrappati a lei e dille che la vuoi...
E quando credi che nulla abbia importanza,
guarda me...
sarò un puntino nell'universo, ma una volta....... ero il centro del tuo mondo.."
Scrissi questa lettera nel 2005.. la scrissi per il suo compleanno perchè volevo che capisse..
perchè per lei mi sentivo forte.. ora la rileggo per caso, gettatta in un mare di scartoffie, e penso di aver perso molta di quella voglia, molta di quella tenacia e molta di quella forza..
Mi dispiace sai? Ma oggi avrei tanta voglia che ti salvassi da sola.....
"E adesso è il panico!
Quello dei giorni vuoti...
quello che non basta mai una croce
NO!
Servono pure i chiodi..."
Che dire, il giorno si avvicina ed io mi lascio prendere da piccole, ordinarie, consuete e ingestibili crisi di nervi... Quelle che di sottofondo vorrebbero i Prozac, quelle che da sfondo metterebbero un ciclone... quelle che tingono di blu nell'aspetto più deprimente delle sue sfumature... quasi picassiano....
Avrei bisogno di quattro giorni di isolamento, un bel periodo sabbatico da eremita, uno di quelli da meditazione sul faro.... uno di quelli da doloroso e combattivo scrutamento interiore.. Ma ovviamente non ce l'ho.. il tempo non basta mai, non finchè non invecchi ed hai l'impressione che sia interminabile..
Che animale scombinato che è l'uomo!
Dalle canzoni che ho messo in playlist direi che è più che evidente.. sta risbocciando la passione per il pianoforte e a volte penso di aver fatto una gran boiata a smettere di suonarlo... ero così dotata!!!!! No giuro non mi sto pavoneggiando ero proprio portata... suonavo a prima vista quasi qualunque spartito come se le conoscessi già e imbrogliavo il mio maestro perchè potevo evitare di stuadiare a casa e strano a dirsi il slfeggio era la mia passione!!!!! Poi ho abbandonato ed ora me ne pento soprattutto perchè è passato molto tempo ed ora non so mettere insieme neanche più una nota.. Che amarezza.... Suonare un pò di blues al pianoforte... se avessi inserito una wishlist in questo stupido blog l'avrei messo in cima... Tuttavia, siccome so di essere un disastro quanto a perseveranza... per la serie iniziamo un milione di progetti per non terminarne uno.... ho deciso che mi darò un termine.. se tra un anno starò ancora a rodermi per aver smesso di suonare mi cercherò un insegnante e riprenderò da capo!!!!! Le mie unghie ne risentiranno ma vuoi mettere sbattere i polpastrelli su quei tasti e farti trascinare da quel magico plin plin?
Ancora quì per l'ennesimo nuovo inizio, per la prima volta con un uomo accanto.. Ancora quì per scrivere e liberare un frammento di me, per la prima volta senza timore di perdermi.. Ancora quì per annotare un'emozione, senza il sospetto che si tratti solo di una sensazione.
I nuovi inizi sono sempre capitoli nuovi, colmi di aggettivi che rendono nuova una vecchia storia, con l'impressione di averne cancellato delle parti, ma con la raziocinante certezza di averle solo archiviate allo scopo di ricordare... per cambiare.
A volte ho l'impressione di averlo fatto molto, di essere cambiata tanto, altre mi domando se in alcuni frangenti sia stata davvero io, se alcune scelte non fossero dettate dall'assenza di me, se per interi periodi della mia vita ho potuto parlare con la mia voce... A volte ci penso e non è me che vedo, non quella che vedo ora, non quella che ora farebbe diversamente.. eppure... cosa vorrà mai dire sentire quando si è consapevole di possedere sfaccettature tanto diverse...
Non mi pento di nulla del mio passato perchè amo il mio presente.. E' tutto parte di un enorme progetto pieno di tasselli e di personaggi alcune da gettare altri da tenere.. altri da lasciar evolvere... perchè il caso, o il destino, sono l'unica cosa che mi hanno tenuta allegramente inconsapevole della mia prossima mossa...
In aprile scrissi una poesia...
Albeggia
ed è incalzante
pioggia, amante
di chi degli amanti ride
e sulle loro sperate promesse
amante giullare sputa lite.
Tagli il raggio
e nella goccia armeggia,
balena il colore
e cuce l'arco,
lo cuce su Psiche
che del Cupido arco
accoglie la freccia
e ad Amore cede.
Ancora ad Amore giura,
e per amore
Psiche danna il cuore
e si tortura,
accende la fiamma
della divina promessa
e dal Divino
ancora...
quella risata sommessa.
Venni ispirata da una frase di Romeo e Giulietta, non perchè sia una persona particolarmente romantica, non più o molto più probabilmente da mai... ma non si può ignorare il genio della letteratura, non quando ami scrivere....
"Ma non giurare: per non farti spergiuro. Agli spergiuri degli amanti ride - dicono- Giove."
Dunque non giurerò, non scriverò di te mio bel Diavolo, mi lascerò essere ciò che sono.. senza più prove, senza più parole.. perchè non servono e non bastano.
Scorrer le pagine mi desta dal torpore
l'indice segue parole che hanno il mio odore
occhi bianchi in memoria del futuro
fronti rese madide da un bisbiglio oscuro.
Io che di lui ero sempre stata cieca amante
in un impetuosa veemenza a tracciar la trama pronta
con labbra perlate mimar le sillabe, esser distante..
i palmi al ciel per ricevere la sacra impronta.
Frusciar di foglie desta il mortale
d'irriverenza accenno ed è quiete fatale
alito immortale traccia per me il sentiero
soffio soave per addensar il mortal pensiero.
« Solo parole vincolate da un principio
d'alternanza incostante. »
Albeggia
ed è incalzante
pioggia, amante
di chi degli amanti ride
e sulle loro sperate promesse
amante giullare sputa lite.
Tagli il raggio
e nella goccia armeggia,
balena il colore
e cuce l'arco,
lo cuce su Psiche
che del Cupido arco
accoglie la freccia
e ad Amore cede.
Ancora ad Amore giura,
e per amore
Psiche danna il cuore
e si tortura,
accende la fiamma
della divina promessa
e dal Divino
ancora...
quella risata sommessa.